ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI

"CIRCOLO ESPERIA 2004"

ESPERIA (FR)

 

 

 

 

PROVINCIA DI: Frosinone

DISTANZA DAL CAPOLUOGO: Km 58

SUPERFICIE: Kmq 108,75

NUMERO DI ABITANTI: 4255

ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE: m. 350

NOMI DELLE FRAZIONI: Monticelli, Roccaguglielma, San Pietro in Cùrolis

FESTA PATRONALE: San Clino Abate (30 Maggio)

DENOMINAZIONE ABITANTI: Esperiani

PREFISSO TELEFONICO: 0776

C.A.P.: 03045

 

NOTIZIE STORICHE DEL NOSTRO COMUNE

             Secondo alcuni storici, Roccaguglielma è sorta dove era una torre quadrata, che i Romani costruirono per scopi difensivi sul monte Cecubo, nel territorio di Interamna Lirinate, a controllo di una rete viaria fatta di efficienti mulattieri che portavano fino al mare.

            Altri storici, come il Bonanni, affermano invece che il territorio posto alla destra del Liri e chiamata Flumetica era una foresta disabitata fino a quando monaci greci a partire dal X secolo ebbero in dono dai feudatari della contea di Pontecorvo, i terreni sui quali costruire i monasteri.

           Nell' XI secolo, per diritto di successione, la grande foresta, con Gaeta sarebbe pervenuta ad un certo Guglielmo di Blosseville che fondò la Rocca la quale da lui prese il nome.

           Esiste, però, un' altra ipotesi che fa Guglielmo di Blosseville, principe normanno; al seguito di un esercito di invasori in Italia, egli si sarebbe impadronito di vasti territori sulla costa di Minturno e anche della città di Gaeta spodestando il duca ridello il quale si rifugiava a Pontecorvo.

           Certo è che un Guglielmo, qualunque sia la sua origine, costruì intorno al 1100 sul monte Cecubo un sistema difensivo tanto grande da contenere, nella cinta muraria, anche i ricoveri per gli abitanti della contrada, una cappellina e gli alloggi del feudatario.

          Contesa a lungo tra il monastero di Montecassino e i re normanni, Roccaguglielma,   rientrò per la sua posizione strategica, tra i castelli che Federico II volle porre direttamente sotto la sua corona.

           Con la fine degli Svevi il nuovo re, Carlo I d'Angiò, la fece amministrare dai suoi fedeli, fino a quando Maddalena Brancaccio la portò in dote, nel 1382, a Luca Spinelli, figlio del consigliere di Giovanna II d'Angiò.

           Nel 1442 un esercito di Alfonso d'Aragona, nuovo padrone di Napoli, assediava e conquistava Roccaguglielma, che si era schierata per Renato d'Angiò;  gli Spinelli, però, non perdettero il castello se non quando l' ultimo discendente Fabrizio parteggiò per i Francesi di Carlo VIII.

           Gli Aragonesi, infatti, riconquistato il trono, inviarono Consalvo di Cordova con un potente esercito spagnolo ad espugnarlo; sembra che in quell' occasione il condottiere magnanimo, come pochi altri della sua specie risparmiasse il saccheggio.

            Gli abitanti tuttavia continuarono a ribellarsi al gioco spagnolo finchè Giovanni della Rovere, già padrone di vasti territori nella zona, si impossessò anche del castello, che rimase alla potente famiglia, fino alla morte del grande zio, il papa Giulio II.

            Nel 1542 la Rocca, posta sotto la corona dell' imperatore Carlo V, assegnata in dote alla figlia Margherita d'Austria, pervenne ad Ottavio Farnese.

            Perduta dai discendenti per la loro alleanza con i Francesi, contro gli Spagnoli, ormai regnanti in Napoli, Roccaguglielma, nei due secoli successivi, continuò a passare da un padrone all'altro, tutti esosi per gabella e tributi.

            In tanti travagli registriamo anche la terribile peste del 1656, che aveva decimato Napoli e che si estese fino a queste terre.

          Roccaguglielma, venuta ai Borbone, come legittimi discendenti dei Farnese, nel 1799 Ferdinando IV fece giustiziare i più importanti esponenti della rivoluzione partenopea: con il Cirillo, il Pagano, Gennaro Serra ed Eleonora Pimentell Fonseca salì sul patibolo anche un cittadino di Roccaguglielma, Clino Roselli, professore e membro della Magistratura partenopea per i diritti del cittadino.

             In queste contrade negli stessi anni, agiva con violenza Michele Pezza, il bandito soprannominato Fra' Diavolo; suo quartiere generale fu spesso Roccaguglielma.

           Durante il Risorgimento, la popolazione della Ciociaria subì le conseguenze della lotta civile che opponeva borbonici a garibaldini.

            Nel 1867, con l'Unità d'Italia, l'abitato di Roccaguglielma fu unito a quello di San Pietro in Curulis e di Monticelli in un Comune che ebbe la denominazione fantasiosa di

 

E S P E R I A

 

.....oggi  

  

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Castello Normanno

Castello Normanno costruito intorno al 1103 dal cavaliere normanno Guglielmo di Glosseville, il quale concentrò la popolazione nell’abitato, che prese il nome di Roccaguglielma, posto ai piedi della rocca e lo difese con una cerchia di mura. Il castello, per la sua posizione strategicamente importante, era funzionale al controllo dell’importante passo montano che congiungeva direttamente i possedimenti normanni di Pontecorvo ed Aquino con Gaeta, senza passare per Cassino.

 

.....ieri

 

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Monticelli Anni '40

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 22-06-08