
PROVINCIA DI:
Frosinone
DISTANZA DAL CAPOLUOGO:
Km 58
SUPERFICIE:
Kmq 108,75
NUMERO DI ABITANTI:
4255
ALTEZZA SUL LIVELLO DEL MARE:
m. 350
NOMI DELLE FRAZIONI:
Monticelli, Roccaguglielma, San Pietro in Cùrolis
FESTA PATRONALE:
San Clino Abate (30 Maggio)
DENOMINAZIONE ABITANTI:
Esperiani
PREFISSO TELEFONICO: 0776
C.A.P.:
03045
NOTIZIE STORICHE DEL
NOSTRO COMUNE
Secondo alcuni storici,
Roccaguglielma è sorta dove era una torre quadrata, che i Romani
costruirono per scopi difensivi sul monte Cecubo, nel territorio di
Interamna Lirinate, a controllo di una rete viaria fatta di efficienti
mulattieri che portavano fino al mare.
Altri storici, come il Bonanni, affermano invece che il territorio posto
alla destra del Liri e chiamata Flumetica era una foresta disabitata
fino a quando monaci greci a partire dal X secolo ebbero in dono dai
feudatari della contea di Pontecorvo, i terreni sui quali costruire i
monasteri.
Nell' XI secolo, per diritto
di successione, la grande foresta, con Gaeta sarebbe pervenuta ad un
certo Guglielmo di Blosseville che fondò la Rocca la quale da lui
prese il nome.
Esiste, però, un' altra
ipotesi che fa Guglielmo di Blosseville, principe normanno; al
seguito di un esercito di invasori in Italia, egli si sarebbe
impadronito di vasti territori sulla costa di Minturno e anche della
città di Gaeta spodestando il duca ridello il quale si rifugiava a
Pontecorvo.
Certo è che un Guglielmo,
qualunque sia la sua origine, costruì intorno al 1100 sul monte Cecubo
un sistema difensivo tanto grande da contenere, nella cinta muraria,
anche i ricoveri per gli abitanti della contrada, una cappellina e gli
alloggi del feudatario.
Contesa a lungo tra il
monastero di Montecassino e i re normanni, Roccaguglielma,
rientrò per la sua posizione strategica, tra i castelli che
Federico II volle porre direttamente sotto la sua corona.
Con la fine degli Svevi il
nuovo re, Carlo I d'Angiò, la fece amministrare dai suoi fedeli,
fino a quando Maddalena Brancaccio
la portò in dote, nel 1382, a Luca Spinelli, figlio del
consigliere di Giovanna II d'Angiò.
Nel 1442 un esercito di
Alfonso d'Aragona, nuovo padrone di Napoli, assediava e conquistava
Roccaguglielma, che si era schierata per Renato d'Angiò; gli
Spinelli, però, non perdettero il castello se non quando l' ultimo
discendente Fabrizio parteggiò per i Francesi di Carlo VIII.
Gli Aragonesi, infatti,
riconquistato il trono, inviarono Consalvo di Cordova con un
potente esercito spagnolo ad espugnarlo; sembra che in quell' occasione
il condottiere magnanimo, come pochi altri della sua specie risparmiasse
il saccheggio.
Gli abitanti tuttavia continuarono a ribellarsi al gioco spagnolo finchè Giovanni della Rovere, già padrone di vasti territori
nella zona, si impossessò anche del castello, che rimase alla potente
famiglia, fino alla morte del grande zio, il papa Giulio II.
Nel 1542 la Rocca, posta sotto la corona dell' imperatore Carlo V,
assegnata in dote alla figlia Margherita d'Austria, pervenne ad Ottavio
Farnese.
Perduta dai discendenti per la loro alleanza con i Francesi, contro gli
Spagnoli, ormai regnanti in Napoli, Roccaguglielma, nei due
secoli successivi, continuò a passare da un padrone all'altro, tutti
esosi per gabella e tributi.
In tanti travagli registriamo anche la terribile peste del 1656, che
aveva decimato Napoli e che si estese fino a queste terre.
Roccaguglielma, venuta ai
Borbone, come legittimi discendenti dei Farnese, nel 1799 Ferdinando IV
fece giustiziare i più importanti esponenti della rivoluzione
partenopea: con il Cirillo, il Pagano, Gennaro Serra ed Eleonora
Pimentell Fonseca salì sul patibolo anche un cittadino di
Roccaguglielma, Clino Roselli, professore e membro della
Magistratura partenopea per i diritti del cittadino.
In queste contrade negli stessi anni, agiva con violenza Michele Pezza,
il bandito soprannominato Fra' Diavolo; suo quartiere generale fu
spesso Roccaguglielma.
Durante il Risorgimento, la popolazione della Ciociaria subì le
conseguenze della lotta civile che opponeva borbonici a garibaldini.
Nel 1867, con l'Unità d'Italia, l'abitato di
Roccaguglielma fu unito a quello di San Pietro in Curulis
e di Monticelli in un Comune che ebbe la denominazione
fantasiosa di
E S P E R I A